Come Essere un buon Volontario

Dona il tuo tempo che certamente puoi ritagliare dai i tuoi impegni e dal tuo riposo (doverosi) all’associazione. Sentiti parte dell’associazione. Essa non è istituzione dei fondatori, è tua. Vai nell’associazione vuoto di te. Formazione e programmazione avranno allora il sapore e il colore della cultura del dono e risulterà offribile come modello per la società.
Riconosci il valore dell’altro, esamina le tue deficienze, procedi con il timbro dell’amore alla correzione fraterna e ringrazia umilmente per quanto buono viene fatto attraverso di te.
Usufruisci per il discernimento del parere dell’altro dopo aver espresso le tue intenzioni.
Non lasciare vuoti nel mosaico dell’AVO, quel mosaico che la gente vede e costituisce il nostro modo di avere nuove sorelle, fratelli e figli.
Ama l’altro volontario poiché attraverso la sua azione porterà al malato anche ciò che lui gli ha donato.
Accetta sereno e con gratitudine la correzione fraterna e percepiscine la buona intenzione.
Quando ti avvii verso il malato, usufruisci di quel tempo “strada” per renderti conto che tu vai dal Dio che vi è in lui.

Preparati al rispetto del primo livello di comunicazione: la corporeità e il suo linguaggio.E’ la porta per arrivare all’intimo del pensiero e al cuore.
Ascolta per conoscere.
I tuoi consigli siano permeai di umiltà e di sapienza ( quest’ultima va richiesta con un dono).
Offri il tuo servizio-amore per costruire l’amore reciproco.
Il malato è la tua vocazione, è via prima per la tua salvezza: oltre che malato e bisognoso del tuo servizio egli è medico della tua attività.
Ringrazia di essere stato chiamato o chiamata a questo compito.
Tieni presente che sei responsabile di un valore specifico ed essenziale e quindi insostituibile.
Sei portatore di sostanza e di letizia che può nascere solamente dall’armonia figlia dell’unità.

prof. Erminio Longhini fondatore dell’AVO

Riassumendo...

100

Dedizione

100

Amore

100

Formazione

100

Collaborazione